Due interni della "Casa agevole",
particolarmente indicati per persone disabili.
Nonostante l'accresciuta sensibilità pubblica degli ultimi anni,
i problemi legati al superamento delle barriere architettoniche sono
una costante emergenza per i disabili motóri e sensoriali, temporanei
e permanenti, così come per malati e anziani. Una risposta che potrebbe
avere interessanti prospettive è la "Casa agevole", unità
abitativa priva di barriere architettoniche, il cui prototipo sperimentale
è stato realizzato presso la fondazione Santa Lucia di Roma, grazie
ai fondi della Regione Lazio. L'idea vincente della "Casa agevole"
è rappresentata dal superamento della concezione dei costosi "moduli
abitativi speciali" per disabili. Con fantasia e attenzione, come
spiega il progettista Fabrizio Vescovo, si riesce a eliminare numerosi
ostacoli a costo zero. L'abitazione diviene così adatta a chiunque: compatta,
funzionale e confortevole, in poco più di 60 metri quadrati si presta
alle esigenze del progetto interdisciplina-re della Regione Lazio: "Città
per tutti: accessibilità, mobilità e confort ambientale".
Il prototipo è composto da ingresso, sala da pranzo, sog-giorno, cucina,
due stanze da letto, due bagni e vari ripostigli. Può ospitare como-damente
quattro persone. Nonostante le ridotte dimensioni, non sacrifica dettagli e
piacevolezza dei vari am-bienti e non ricorda per nulla le tipologie ospedaliere
o quelle consuete per disabili. La distribuzione dei vani con uno schema di
tipo anulare consente un'ampia possibilità di disimpegno. Un
esempio: da ogni stanza è prevista una duplice possibilità
di scelta per l'accesso o l'uscita e la completa autonomia anche per coloro
che debbono servirsi di una sedia a ruote, senza che questa debba mai muoversi
all'in-dietro. L'organizzazione semplice e intuitiva degli spazi interni facilita
l'orientamento anche a non vedenti e ipovedenti. I componenti per
l'arredo sono comuni e di facile reperibilità ma, al bisogno,
la "Casa agevole" è predisposta per l'installazione di
meccanismi sofisticati, come quelli per la motorizzazione degli infissi
interni ed esterni, così da agevolare le persone con gravi problemi motóri
come i tetraplegici. Il modulo, infine, per la sua estrema semplicità
è adattabile a qualsiasi tipologia edilizia, compresa quella delle
case popolari. Un progetto, quindi, in grado di soccorrere le esigenze
abitative di tutti e in particolare dei più bisognosi.
Autore: Flavio Massimo Amadio
Fonte: Famiglia Cristiana n. 25/2004
Le altre domande: