Purtroppo l’ambiente è ricco di elementi che impediscono a
sog-getti aventi capacità fisiche, psichiche o sensoriali limitate, di muoversi
in maniera autonoma: si tratta delle cosiddette “barriere architettoniche”.
Questi ostacoli sono relativi sia a spazi confinati (edifici e attrezzature),
che a spazi aperti (percorsi pedonali, parcheggi), che a mezzi di trasporto. Il
problema principale è l’eliminazione delle barriere o, comunque, la loro
riduzione nell’ambiente costruito: grazie anche all’emanazione di norme volte al
loro superamento, attualmente nella progettazione di nuovi edifici si cerca di
tener conto di tutte le potenziali categorie di utenti, favorendo così
l’inserimento sociale e l’autonomia del disabile. Le barriere architettoniche
rappresentano il primo vero problema che il mieloleso deve affrontare, una volta
“finalmente giunto a casa”. Se infatti l’abitazione e gli accessi dall’esterno
non sono stati adeguatamente e preventivamente modificati, viene inevitabilmente
frustrato quel desiderio di un immediato ritorno ad una vita “normale”, che per
tanti mesi aveva costituito la principale aspettativa del paziente durante il
ricovero in ospedale.
Autore: Dr. Mauro Menarini
Fonte: Blue Book - 200 risposte alla mielolesione
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