Su questo argomento, la parola a Margherita, la nostra cara compagna, mia e di
Andrea, di molti giorni d’ospedale: un’esperienza comune da cui è nata poi una
grande amicizia che ci fa incontrare ancora oggi, a distanza di anni, con
immutato affetto. La parola a Margherita, nel senso che riferirò più di lei e
delle sue esperienze che non delle mie: non perché io e Andrea non ne abbiamo,
ma perché certamente, in questa materia, la nostra amica si rivelò fin
dall’inizio più sensibile, più pratica, più "pronta" ad accettare il nuovo modo
di vivere la sessualità che è riservato a noi mielolesi, interpretando
correttamente i nuovi confini e i nuovi orizzonti del rapporto con l’altro.
Ricordo che, quando in ospedale i medici, e soprattutto lo psicologo,
affrontavano questo argomento, alle difficoltà e all’imbarazzo (almeno iniziali)
miei e di altri, si opponevano sempre l’interesse e la partecipazione viva di
Margherita. Ho sempre pensato che il suo modo, così aperto e natural , di
affrontare coi "docenti" l’argomento, si è rivelato determinante sia per
sdrammatizzarlo sia per discuterne a fondo tutti gli aspetti: di questo dovremo
esserle sempre molto grati. Avremmo capito poi, solo più tardi, che in questo
suo atteggiamento, in questo approccio al problema, c’erano già le premesse di
qualcosa di molto più importante: un anno e mezzo dopo aver lasciato l’ospedale,
Margherita divenne mamma di una stupenda bambina, che volle "dare" a tutti i
costi (e anche superando qualche problema, sapemmo poi) al suo compagno di
sempre che non l’aveva lasciata mai, neppure dopo l’incidente, neppure dopo
essersela ritrovata paralizzata su una carrozzina. Capisci ora perché ho
preferito parlarti di Margherita, piuttosto che di mie esperienze? Se è vero per
tanti problemi conseguenti alla lesione midollare, a maggior ragione per i
problemi della vita sessuale è indispensabile un approccio estremamente pratico,
concreto e "in positivo". Dato per scontato cioè che qualcosa deve
necessariamente cambiare nel tuo modo di fare l’amore, deve diventare per te
motivo d’impegno e di sfida scoprire e sperimentare quante altre possibilità ci
siano di raggiungere il piacere di amare anche senza raggiungere un orgasmo. È
con questo atteggiamento che, anche un problema così importante e che all’inizio
ti sarà forse parso insuperabile, potrà essere affrontato e trattato in modo
positivo. Margherita non è l’unica mielolesa che c’è riuscita.
Autore: Dr. Mauro Menarini
Fonte: Blue Book - 200 risposte alla mielolesione
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